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Cos'è

Il volo in termica
Il volo di pendio
Il volo in onda

Gare

Albo d'Oro del Trofeo Città di Torino






Cos'è il volo a vela
Il termine volo a vela fu coniato dai tedeschi, che notarono delle analogie fra il movimento dell’aliante, tramite ali, e le vele di una barca.
In effetti l'unica cosa che unisce alianti e barche è che entrambi sfruttano i movimenti dell'aria.

Gli alianti vengono trainati da velivoli a motore fino ad una determinata altezza, dopodichè proseguono il loro volo senza l'uso del motore sfruttando i moti dell'aria.

Tutta l'abilità sta quindi nelle mani del pilota, che, aiutato da pochi strumenti, a tanto "manico", conduce per aria l'aliante, esclusivamente conoscendo e sfruttando le correnti d’aria. Un ruolo fondamentale ha quindi l’esperienza maturata dal pilota in ore e ore di volo e la conoscenza della meteorologia dei luoghi.

Negli alianti piu performanti dell'ultima generazione il rapporto di planata (efficienza) è pari a 1:60; che significa che l'aliante alla velocità, ad esempio, di 120 Km orari, per ogni 60 metri percorsi, perde soltanto un metro di quota. Quindi con 1000 metri di quota si percorron (in aria calma) 60km di distanza (!)

Il record mondiale di distanza in linea retta è per il monoposto di 1460,80 Km (stabilito da WH Grosse) e per il biposto di 993,76 Km (equipaggio di S. e H. Georgeson).

Per quanto riguarda i primati di velocità, il tedesco Grosse ha raggiunto, in un triangolo di 1250 Km, la velocità di 133,242 Km orari, segnando il record assoluto per tutte le categorie.

Su un percorso a "farfalla", recentemente sono stati superati i 3.000km (in circa 18 ore di volo) dal tedesco Klaus Ohlman.
Il volo in termica
Nelle ore centrali della giornata il suolo naturalmente si scalda. L’aria calda, più leggera, tende a salire: si viene così a creare una corrente ascensionale (termica), in grado di fare salite l'aliante ad altitudini elevate.

La tecnica del veleggiamento, che viene usata dal pilota, consiste nello sfruttare al massimo le correnti calde ascensionali per salire di quota volando in spirale all’ interno della termica stessa.
Planando da una termica all’altra, si riescono a percorrere grandi distanze.

Il volo dinamico o di pendio
Quando una corrente d’aria orizzontale (vento) incontra un’ostacolo orografico sulla sua traiettoria, tende a salire in alto per scavalcare l’ostacolo e poi a ritornare in traiettoria. Il volovelista quindi si posiziona lungo il pendio eseguendo degli "otto" per mantenersi nella parte ascendente della massa d'aria e quadagnare quota.


Il volo in onda
Quando la velocità del vento assume alti valori (100-150kmh ed intercetta altri sistemi montagnosi (Alpi) si possono raggiungere quote anche sopra i 10.000 metri.

Il record mondiale di quota è dell'americano Robert Harris con 14938 metri in California.

Le gare di volo a vela

Una gara di volo a vela, o gara di velocità in aliante, si articola normalmente in un certo numero di prove (minimo tre).

Ogni prova è costituita da un "tema", che consiste in un percorso contrassegnato da "piloni" o punti di virata. Il tema viene assegnato ai piloti dalla direzione di gara durante il briefing mattuttino, nel quale vengono anche descritte, con la maggior accuratezza possibile, le condizioni metereologiche della giornata.

La lunghezza del tema assegnato dipenderà quindi giorno per giorno dalla previsione sulle condizioni più o meno favorevoli dell’atmosfera, dedotte a loro volta da parametri quali la temperatura, la pressione, l’umidità e l’insolazione.

Il meteorologo di gara valuterà anche complessi fenomeni quali la maggiore o minore instabilità della massa d’aria, ottenuta diagrammando i dati forniti di prima mattina da un sondaggio aereo.

Questi fattori consentiranno di prevedere con ragionevole approssimazione l'evoluzione della massa d'aria nel teatro di gara.

Questa situazione verrà dal pilota oculatamente valutata, tentando di ottenere dalla propria macchina il miglior compromesso fra velocità e distanza da percorrere.

Il tema di gara si presenta, come un poligono chiuso i cui vertici, detti "piloni", dovranno essere aggirati nella sequenza assegnata.

La prova che il pilota abbia compiuto il percorso di gara, verrà fornita da un'apparecchiatura elettronica denominata "logger" collegata al GPS di bordo.

Vincerà la prova giornaliera, ottenendo il massimo punteggio, il pilota che avrà percorso nel minor tempo il tema assegnato.

Vincerà infine la gara il concorrente che avrà conseguito il massimo punteggio complessivo, somma dei punteggi parziali conseguiti nelle varie giornate.

L'Albo d'Oro del Trofeo Citta' di Torino

1962 1° L. Brigliadori    
1963 1° F. Broggini    
1965 1° G. Di Modica    
1967 1° N. Perotti    
1969 Senza Handicap
1° A. Orsi
Con Handicap
1° F. Piludu
 
1971 Classe Standard
1° F. Piludu
Classe Libera
1° F. Lamera
 
1973 Classe Standard
1° A. De Orleans
Classe Libera
1° R. Peccolo
 
1975 Classe Standard
1° N. Perotti
Classe Libera
1° F. Lamera
Classe Club
1° U. Paolillo
1979 Classe Standard
1° N. Perotti
Classe Libera
1° P. Dall'Amico
 
1983 Classe Standard
1° N. Perotti
15 METRI
1° P.Dall'Amico
 
1984 1° A. Beozzi    
1985 1° L. Brigliadori    
1986 1° E. Danesy    
1987 1° N. Perotti    
1988 1° G. Marchisio    
1989 1° N. Perotti    
1990 1° G. Marchisio    
1991 1° G. Grinza    
1992 1° R. Passardi    
1993 1° A. Beozzi    
1994 1° G. Marchisio    
1995 1° G. Marchisio    
1996 1° G. Marchisio    
1997 1° S. Ghiorzo    
1998 1° S. Ghiorzo    
1999 1° S. Ghiorzo    
2000 1° L. Monti    
2001 1° S. Ghiorzo    
2002 Classe Standard
1° L. Avanzini
Classe Libera
1° G. Marchisio
 
2003 Classe Standard
1° A.Ferrero
Classe 15metri
1° G.Galetto
Classe Libera
1° L.Frigerio
2004 Classe Standard
1° Ghiorzo+Woetzel
Classe Libera
1° Avanzini
 
2005 Classe Standard
1° V.Pinni
Classe Libera
1° R.Brigliadori
 
2006
C.I.
Classe Standard
1° C. Costa
Classe 15metri
1° G. Galetto
Classe Libera
1° G.Ballarati
2007 1° E.Tarchini

   
2008



   

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