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1926 - 1933 - Gli anni d'oro

Gli anni d'oro: primi collegamenti commerciali e di linea

L'Idroscalo sul Po inaugurato nel 1926 nei pressi del Ponte Isolabella

Molti sono i ricordi ed i primati che l’aviazione torinese ha consegnato alla storia oltre alle già citate imprese di Faccioli, Brach Papa, Laureati, De Bernardi, ecc.
La data del 1° aprile 1926 è certamente storica non solo per la città di Torino, ma per l’Italia intera: incomincia infatti, per iniziativa della triestina S.I.S.A. dei fratelli Cosulich di Trieste, l’attività aerea commerciale italiana con il primo collegamento regolare fra Torino-Pavia-Venezia-Trieste servito dall’idrovolante Cant 10 Ter.
L’aereo decollava dal fiume Po, nel tratto compreso fra il ponte Isabella ed il ponte Umberto. Il costo del biglietto da Torino a Trieste era di 350 lire.

1926. Il Cant 10 Ter che faceva servizio sulla tratta Torino Trieste, qui ripreso in decollo da Trieste L'idroscalo sul Po inaugurato nel 1926Il Cant 10 Ter in arrivo all'idroscalo del ValentinoIl Cant 10 Ter in decollo davanti al Castello del Valentino

 

 


L’evento precedette di pochi giorni l’inizio dei collegamenti tra Genova, Roma e Napoli effettuato il 7 aprile dalla società S.A.N.A. ed il collegamento curato da “Aero Espresso” che il 1° agosto collegò per la prima volta Brindisi con Costantinopoli.

Nel 1926 La FIAT costituì la Compagnia A.L.I. (Avio Linee Italiane poi diventata “Ali Littoria”) che, inizialmente dotata di Fokker-FVII, nel 1929 effettuò il primo collegamento aereo di linea Torino-Roma partendo dall’aeroporto di Mirafiori.

1929. Il Fohher che effettuò il primo collegamento aereo Torino - Milano - Roma, partendo dall'aeroporto di MirafioriIl 'confortevole' interno del Fokker in servizio sulla linea Torino Roma











 

La sede amministrativa dell’Aero Club “Gino Lisa” che fin dal 1927 si trovava in via Carlo Alberto 41, si trasferì dapprima in via Pietro Micca 18 (nel 1930), successivamente in via del Carmine 18 (nel 1932) e infine in via S. Francesco d’Assisi 14 (nel 1933), mentre le attività di volo continuavano a svolgersi sul campo di Mirafiori Sud, teatro per gli anni a venire di innumerevoli manifestazioni sportive, dimostrazioni e raduni, che hanno fatto la storia dell’aviazione torinese ed italiana. Vi partecipavano soci, appassionati e semplici curiosi che si avvicinavano per la prima volta a quella meravigliosa macchina che è l’aeroplano.

Fine anni Venti. Gita sociale dell'Aero Club Gino Lisa

 

I presidenti che, dopo Montù, si susseguirono alla guida del “Gino Lisa” furono nell’ordine: il Conte Carlo Nicolis di Robilant (1927 – 1930), il Conte Paolo Thaon de Revel (1930 – 1934), l’Ing. Ugo Sartirana dal 1934 al 1938 (durante la cui presidenza Amedeo di SAVOIA - DUCA D'AOSTA fu nominato Presidente onorario), e dal novembre del 1938 fino al 1946 , il Conte Antonio Farini.

 

 

Amedeo di SAVOIA - DUCA D'AOSTA (presidente onorario dellAero Club Torino dal 1937)detto il Duca di Ferro e anche l'eroe dell'Amba Alagi, pilota e generale dell’esercito italiano, fu viceré dell'Africa Orientale Italiana dal 1937 al 1941.

Amedeo di Savoia - Duca d'AostaNacque a Torino nel 1898 da Emanuele Filiberto, secondo Duca d'Aosta e da Elena di Borbone-Orleans.
Si laureò in giurisprudenza all'Università di Palermo e il 24 luglio 1925conseguì la licenza di pilota militare.
Fu inviato con l’esercito in Africa, dove compì numerose missioni aeree, guadagnando una medaglia d'argento al valor militare per le ardite azioni in volo sulla Cirenaica.
Negli anni trenta visse a Trieste, presso il Castello di Miramare, mentre comandava il 29º Reggimento Artiglieria di Gorizia.
In quel periodo fu anche presidente onorario dell'Unione Sportiva Triestina Calcio.
Al termine della guerra civile spagnola, nel 1939, si pensò di dargli il trono di Spagna, lasciato libero dai Borbone. La proposta decadde per l'opposizione di Francisco Franco.
Il 5 novembre 1927, sposò a Napoli, Anna d'Orléans dalla quale ebbe due figlie: Margherita, che nel 1953 sposò Roberto d'Asburgo-Este secondo figlio dell'imperatore Carlo I d'Austria-Ungheria, e Maria Cristina sposata il 29 gennaio 1967 con Casimiro di Borbone-Due Sicilie.
Nel 1932 entrò nella Regia Aeronautica.
Il 21 ottobre 1937 Amedeo di Savoia fu nominato governatore generale dell'Africa Orientale Italiana e Viceré d'Etiopia.
Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, nella sua posizione di comandante in capo dell’esercito sul fronte africano, si trovò, a fronteggiare la travolgente avanzata degli inglesi nell'Africa Orientale Italiana.
Le poche truppe italiane rimaste al suo comando si ritirarono per organizzare l'ultima resistenza sulle montagne etiopi. Amedeo si asserragliò dal 17 aprile al 17 maggio 1941 sull'Amba Alagi con 7.000 uomini.
Lo schieramento italiano venne ben presto stretto d'assedio dalle forze del generale Cunningham forte di 39.000 uomini. I soldati italiani, diedero prova di grande valore, ma stremati dal freddo e dalla mancanza di acqua e munizioni, si dovettero arrendere ai britannici il 19 maggio 1941.
I militari di Sua Maestà Britannica, in segno di ammirazione per la fermezza ed il valore dimostrato, resero gli onori delle armi ai superstiti, facendo conservare agli ufficiali la pistola d'ordinanza.
Amedeo d’Aosta morì di malaria a Nairobi, 3 marzo 1942.
Nel 1937, quando era presidente Ugo Sartirana, egli fu nominato Presidente onorario dell’aeroclub Torino "Gino Lisa".


Intanto dalla pista dell’Aeritalia, che da corso Marche punta verso il Musiné, effettuarono il loro primo volo, (nell’arco di oltre 30 anni), i prototipi degli “SP” di Savoia Pomilio, degli “SVA” di Savoia, Verduzio, Ansaldo, dei “CR” e “BR” di Rosatelli, dei “G” di Gabrielli.
Per il collaudo di questi velivoli la FIAT costruì negli anni ’30 la pista “30” in conglomerato bituminoso di mt. 1.000 x 60, successivamente allungata a mt. 1.500 nel 1963.
Piloti collaudatori come il già citato Brach Papa, assieme a Lovadina, Ferrarin, Rolandi, Cus e Catella metteranno a punto, sul campo dell’Aeritalia, macchine che a cavallo delle due guerre porteranno il nome di Torino e dell’Italia ai più lontani confini (pensiamo ai caccia CR30 per la Cina e per la Romania nel 1933, per l’Ungheria, l’Austria, la Spagna nel 1936, per il Venezuela nel 1937).
Più tardi queste macchine verranno sostituite dai famosi FIAT G50 e G55 e G59 tutti decollati e collaudati su questa pista.

FIAT CR30FIAT G59

 

 
Italo BalboNel 1937-38 anche il "Maresciallo dell'aria" Italo Balbo frequentò il campo di Mirafiori, come testimonia la fotografia con dedica conservata negli archivi dell'Aero club.

Vennero poi gli anni difficili della seconda guerra mondiale e quelli, altrettanti difficili, ma pieni di speranza, della ricostruzione.
Ingenti furono i danni che gli eventi bellici causarono all'Aero Club Torino, che perse nel crollo degli hangar di Mirafiori quasi tutta la flotta e, nella distruzione degli altri edifici fatta dai tedeschi nel 1945 durante la ritirata, anche tutta la documentazione per cui  di molti avvenimenti si è persa la memoria storica. 
/p