Tutti i testi e le immagini pubblicate in questa sezione sono tratte dal libro La Storia dell'Aeroclub di Angelo Moriondo.Ogni utilizzo dei testi e delle immagini non è consentito senza autorizzazione dell'autore.
Indice
Gli anni '50 e '60
Negli anni dal 1950 al 1970 l’Aero Club Torino visse un periodo d’oro sotto la presidenza dell’Avv. Giovanni Agnelli (biografia su Wikipedia).
Non è questa la sede per scoprire il carisma e la rinomanza mondiale del personaggio. Si vuole qui solo ricordare che, appassionato di volo, accettò con entusiasmo l’incarico e facendosi coadiuvare da fidati ed esperti vice presidenti operativi (Solaroli, Brach Papa, Catella e Casana) diede al club un periodo di crescita e prosperità che non sarà più possibile ripetere.
Risale al 1955 l’apertura dell’aeroporto “Torino-Aeritalia” al traffico turistico nazionale.
Nel maggio del 1954, con delibera della FIAT a firma del Prof. Valletta, si ipotizzò il trasferimento degli uffici dell’Aero Club sull’Aeroporto dell’Aeritalia nella zona nord del campo (zona della cascina Berlia). La delibera divenne definitivamente operativa nel novembre 1956 dopo di che incominciarono le opere di sistemazione e ristrutturazione della palazzina affidate alle cure dell’Arch. Carlo Mollino con una spesa complessiva a carico FIAT di lire 38.000.000.
La concessione in uso all’Aero Club Torino sia della palazzina uffici, che degli hangar e del sedime aeroportuale venne formalizzata con contratto in data 5 aprile 1958. Con tale atto l’Aero Club Torino si assunse il non indifferente onere della gestione dell’aeroporto che a tutt’oggi continua.
Nel luglio 1959 l’Aero Club Torino (terminati i lavori di ristrutturazione della palazzina) abbandonò definitivamente gli uffici di via S. Francesco d’Assisi 14 per insediarsi nelle nuove strutture all’attuale indirizzo di strada della Berlia 500.
Alla cerimonia di inaugurazione (presenti l’avv. Giovanni Agnelli, il vice presidente Barone Casana e tutto il consiglio direttivo) intervennero, oltre ad altre autorità civili e militari, il sottosegretario on. Bovetti in rappresentanza del governo, il Gen. Bianchi in rappresentanza dell’arma aeronautica ed il Cardinal Maurilio Fossati che impartì la benedizione al campo. In quella occasione l’aeroporto fu dedicato ad Edoardo Agnelli tragicamente scomparso il 14 luglio 1935 in un incidente aereo, ammarando a Genova con un idroplano SIAI-S80, pilotato dal Comandante Arturo Ferrarin, che ne uscì indenne.
Gli anni ’50 segnano l’avvento dell’aviazione a getto: l’aeroporto di Caselle, che fino ad allora era stato un campo destinato esclusivamente all’attività militare, venne aperto al traffico civile il 30 luglio 1953 e sei giorni dopo (5 agosto 1953) iniziò l’attività commerciale con la linea Torino-Roma operata da un Convair 340 dell’Alitalia. Divenne punto di riferimento per l’aviazione commerciale solo a partire dal 6 marzo 1956 con la costituzione della società di gestione SAGAT.
Tutte le attività addestrative e sportive continuarono tuttavia ad essere svolte sulle piste dell’Aeritalia.
Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 643 del 26/5/1959 all’Aero Club Torino fu riconosciuta la personalità giuridica.
Nel 1958 l’avv. Giovanni Agnelli si fece interprete presso la FIAT della necessità di costruire una nuova pista di decollo e dei relativi raccordi. Con delibera del 7 febbraio 1961 la FIAT stanziò la somma di lire 106 milioni per la costruzione della pista “28R-10L” di 1.074 mt. in conglomerato bituminoso, da dare in esercenza all’Aero Club. Venne altresì deliberato (il 9.3.1961), a fronte di uno stanziamento complessivo di lire 84 milioni, di prolungare la pista 30 di ulteriori 500 mt. portandola alla lunghezza complessiva di mt. 1.500. Si deliberò infine con un’ulteriore spesa di lire 20 milioni di ricoprire con un manto bituminoso tutta la pista “30”.
In relazione alla costruzione della nuova pista che doveva essere terminata per il centenario dell’unità d’Italia, il responsabile FIAT, ing. Vittorio Bonadè Bottino, in un pro-memoria datato 7 febbraio 1961 indirizzato al prof. Vittorio Valletta scriveva:
“La possibilità di costruire la pista così da averla disponibile per il maggio 1961, in concomitanza con l’inaugurazione delle Manifestazioni per il Centenario, è subordinata all’immediato inizio dei lavori”.
E così fu. La pista venne inaugurata nei tempi previsti con un grandioso raduno aereo.
Negli anni a seguire l’avv. Agnelli fece insediare gli hangar demaniali, (1963) rinnovò completamente la flotta (1964, 1965 e 1968) e sopratutto diede all’Aero Club un impulso ed un prestigio impensabili.
Il Giro aereo dei Castelli Piemontesi
Agnelli in particolare incoraggiò e patrocinò la disputa di gare aeree di regolarità conosciute come “Giro dei Castelli”, riprendendo la tradizione che risaliva al 1930 quando sul campo di Mirafiori fu organizzato il primo “Circuito aereo dei castelli sabaudi”.
Queste competizioni raggiunsero fasti e risonanza mai più eguagliati e non più ripetibili.
Sulle piste dell’Aeritalia si svolsero con continuità gare sportive di livello internazionale (Giro dei Castelli per il volo a motore e Trofeo Città di Torino per il volo a vela), che tennero alta la tradizione dell’aviazione sportiva di Torino, una tradizione che vedeva la nostra città’ recitare un ruolo di primo piano sull’orizzonte aeronautico italiano ed alla quale la presidenza dell’avv. Agnelli diede particolare enfasi.
Albo d'oro
| 1961 |
1° |
Enrico Calcaterra su Avia-FL3 e Oreste Bruno su STINSON L5 (parimerito) Piero Casana su Lombardi-LM5 |
| 1962 | 1° 2° |
Edmondo Cotignoli su STINSON L5 Emilio Garrone su AVIA-FL3 |
| 1963 | 1° 2° |
Emilio Tessera Chiesa su MB 308 |
| 1964 | 1° 2° |
Alberto Bonazzi su MB 308 Renato Zinni su PIPER COLT |
| 1965 | 1° 2° |
Camillo Monguidi su FACHIRO Renato Zinni su SOKOL |
| 1966 | 1° 2° |
Emilio Tessera Chiesa su MB 308 Sergio Cerrina su PICCHIO e Renato Zinni su SOKOL (parimerito) |
| 1967 | 1° 2° |
Pietro Marchisio su CESSNA 172 Emilio Garrone su P 129 TR |
| 1968 | 1° 2° |
Camillo Bonguidi su CESSNA 172 Renato Zinni su SOKOL e Benedetto Castelli su PIPER CUB (parimerito) |
| 1969 | 1° 2° |
1° Albano Grosso su Falco-FL8 2° a pari merito: Benedetto Castelli su PIPER CUB e Fortunato Vernetti Blina su PIPER TR |
| 1970 | 1° 2° |
Luciano Nustrini su Falco-FL8 Pietro Marchisio su SIAI S 205 |
| 1971 | 1° 2° |
Lorenzo Gallo su P 66B Romualdo Petrolini su P 66B |
| 1972 | 1° 2° |
Eudo Saccomani su P 66B Savino Balzano su Falco-F8L |
| 1973 | 1° 2° |
Benedetto Castelli su PIPER CUB Ennio Molinari su JODEL |
| 1974 | 1° 2° |
Natale Danelli su JODEL e Benedetto Castelli su PIPER CUB (parimerito) Gigliola Scorta su Falco-F8L |
| 1975 | 1° 2° |
Savino Balzano su SF 260 Pietro Marchisio su PA 18 |
| 1976 | 1° 2° |
Natale Danelli su ROBIN Savino Balzano su SF 260 - Giuseppe De Marie su F15B - Eudo Saccomani su CESSNA 172 (parimerito) |
| 1977 | 1° 2° |
Natale Danelli su CESSNA 172 Savino Balzano su SF 260 |
| 1978 | 1° 2° |
Natale Danelli su ROBIN Savino Balzano su SF 260 |
| 1979 | 1° 2° |
Remo Simoni su PA 28 Albano Grosso su Falco-F8L |
| 1980 | Non disputato | |
| 1981 | 1° 2° |
Natale Danelli su ROBIN - Benedetto Castelli su PIPER CUB (parimerito) Lino Manassero su CESSNA 172 |
| 1982 | 1° 2° |
Gigliola Scorta Paci su SF 260 Luigi Ferri su PA28 |
| 1983 | 1° 2° |
Albano Grosso su Falco-FL8 Benedetto Castelli su PIPER CUB |
| 1984 | 1° 2° |
Luigi Ferri su PA28 Cesare Cozzi su CESSNA 172 |
| 1985 | 1° 2° |
Albano Grosso su Falco-FL8 Cesare Cozzi su Falco-FL8 |
| 1986 | 1° 2° |
Cesare Cozzi su CESSNA 172 Albano Grosso su Falco-FL8 |
| 1987 | 1° 2° |
Cesare Cozzi su CESSNA 172 Roberto Scarzella su CESSNA 172 |
| 1988 | 1° 2° |
Enzo Boni su CESSNA 172 Sergio Borea su MAULE 7 |
| 1989 | 1° 2° |
1° a pari merito: Cesare Cozzi su CESSNA 172 e Carlo Ferrandini su SIAI 205 |
| 1991 | 1° 2° |
Roberto Scarzella e Carlo Gabutti su CESSNA 152 G. Colli e E. Stevani su CESSNA 182B |
| 1992 | 1° 2° |
Sartorelli G. Giardini su P66C Salucci e Servidei su CESSNA 172 |
| 1993 | 1° 2° |
Sartorelli G. Giardini su P66C G. Colli ed E. Stevani su CESSNA 182 |
| 1994 | NON DISPUTATO | |
| 1995 | 1° 2° |
E. Bartolini e T. Sangiorgi (Lugo) su CESSNA 172P R. Cuman e L. Musetti (Lugo) su CESSNA 150 |
| 1996 | 1° 2° |
Categoria Internazionale: Castiglioni-Armiraglio Cuman-Musetto |
| 1° 2° |
Categoria Nazionale Signori-Cella Davigo-Schirato |
|
| 1997 | 1° 2° |
Categoria Internazionale: Castiglioni-Armiraglio Massilli-Bovati |
| 1° 2° |
Categoria Nazionale Landoni-Merletti Bartolini-Baldassarri |
|
| 1998 | 1° 2° |
Davigo-Schirato Castiglioni-Armiraglio |
Album fotografico
Il 19 marzo 1959 venne inaugurato (con una messa al campo officiata da don Paolo Gariglio) il corso di pilotaggio della C.I.A.M.M. (Centro Internazionale Aviazione e Motorizzazione Missionaria) cui parteciparono 10 religiosi, tra questi alcune suore della congregazione S. Luigi Gonzaga di Alba, ed altri missionari italiani dal Pakistan, dalle isole Mentawai, dall’Indonesia, dall’America latina e dall’estremo oriente. Direttore della scuole era il col. ing. Alfonso Isaia coadiuvato dagli istruttori Vignoli e Allesi.
Fiorivano nel contempo le prime iniziative di lavoro aereo: aerotaxi, aerofotografia, volo pubblicitario e volo executive.
La RIV, di cui era Presidente Giovanni Agnelli, aveva posizionato il suo primo aereo executive all’Aeritalia nel 1949. Si trattava di un De Havilland “Dove” di costruzione inglese, poi sostituito nel 1957 da un “Heron” ed infine, nel 1961, da un Grumman “Gulfstream”.
Altri aerei si aggiunsero ben presto movimentando l’Aeritalia, come il “Commander” di Pinin Farina ed il “Queen Air” del S. Paolo. Anche queste macchine erano ospitate assieme agli aerei della SIGE (una emanazione della FIAT che per prima lanciò l’impiego industriale dell’elicottero in Italia) negli hangar della testata pista “30”. Nel 1961, in concomitanza con il centenario dell’Unità d’Italia, l’aeroporto venne finalmente aperto al traffico turistico internazionale.
Con la crescita di Caselle e la sua qualificazione ad aeroporto strumentale, tutti gli executive di base all’Aeritalia vi si trasferirono nel 1969.
Non si può concludere la rassegna degli anni ’60 senza ricordare due personaggi che hanno lasciato il segno nella storia dell’Aero Club Torino: Carlo Mollino e Ferruccio Vignoli.
L’arch. Carlo Mollino (Torino, 1905 – 1973), fu uno dei personaggi più discussi e controversi del mondo culturale torinese negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.
Architetto di fama mondiale (la sua ultima opera fu il Teatro Regio di Torino) e titolare della Cattedra di composizione Architettonica del Politecnico di Torino, fu condotto dal suo genio multiforme anche verso l’aeronautica che costituì uno degli interessi sportivi da cui Mollino trasse maggiore ispirazione per la sua architettura.
Aviatore acrobatico egli stesso, amico ed allievo dell’ex-campione del mondo Albert Reusch, Mollino, con la collaborazione dell’ingegnere Luigi Faraggiana e di altri tecnici, negli anni ’50 e ’60 progetta aerei, brevetta sistemi di sdoppiamento dei comandi (cloche jodel) e inverosimili apparecchi per il calcolo grafico dei percorsi; progetta e realizza decorazioni policrome di aerei per sé e per i suoi amici, e disegna manifesti per i campionati di acrobazia in cui è coinvolto.
Egli partecipò attivamente alla vita dell’Aero Club Torino, ricoprendovi tra l’altro la carica di membro del Consiglio Direttivo ed occupandosi di tutte le attività edilizie dell’associazione.
Negli anni 1957-59 fece eseguire, su progetto proprio, le opere di ristrutturazione e sistemazione della sede.
In occasione della ricorrenza festiva dell’8 dicembre, studiò il progetto di un monumento con basamento in pietra per la Madonna di Loreto protettrice degli aviatori, destinato alla sede dell’Aero Club. L’opera, eseguita in bronzo, fu inaugurata il 19 marzo 1959 alla presenza di autorità civili e militari in occasione dell’apertura del corso di aviazione missionaria CIAMM e benedetta dal vescovo missionario salesiano mons. Arduino. Tutt’ora l’opera si trova nello spazio tra la palazzina ed il piazzale dei velivoli.
Numerosi sono gli schizzi, gli studi o le opere eseguite per l’Aero Club, (quale ad esempio il “logo” rappresentante il toro alato); trofei o piccole sculture mirate all’aviazione, la curiosa ed originale insegna del Bar (che fu anche manualmente da lui eseguita).
Studiò profili di aerei e progettò (progetto “Graffer”), anticipando di mezzo secolo quello che poi accadde in America, una casa con hangar dove l’aereo può essere parcheggiato.
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Bolognese di nascita (1906 – 1997) egli approdò nel 1954 all’Aero Club Torino come capo istruttore, referenziato da un incredibile curriculum che da solo basta a descrivere il peso, non solo aeronautico, ma anche umano, del personaggio.
Conseguì il Brevetto di Pilotaggio civile (1926) e poi quello di Pilota Militare (1927) entrando a far parte dapprima del 21° Stormo Ricognizione Aerea, poi della 22° Squadriglia Bombardamento Diurno finché nel 1935, approdato presso l’8a e 9a Squadriglia Africa Orientale, si offrì volontario in missioni di supporto tattico e logistico in Somalia.
Stabilì nel 1937 il Record Mondiale di Durata e Velocità (57 ore e 20’ alla velocità media di 231 Km/h misurata su 10.000 Km. su un totale di 12938 Km percorsi). Per questa impresa venne insignito della Medaglia d’Argento al valore aeronautico. In quell’anno, tra l’altro, fece la controfigura aeronautica di Amedeo Nazzari nel film Luciano Serra Pilota (regia di Goffredo Alessandrini e la collaborazione alla sceneggiatura di Roberto Rossellini).
Nel 1938 entrò a far parte del 28° Gruppo, 18a Squadriglia Oltre Mare “La Cucaracha”, partecipando dapprima alla Guerra di Spagna poi, nel 1939, all’occupazione dell’Aeroporto di Tirana (1° velivolo atterrato) e infine l’anno successivo, con un SM82, al 1° Bombardamento di Gibilterra (Guidonia-Gibilterra-Alicante-Guidonia).
Nel 1941 col 20° Gruppo Caccia, 151a Sq. “Gatto Nero e Sorci Verdi” partecipò con un velivolo MC 202 alla campagna di Malta.
Presso il Centro Sperimentale di Guidonia, conseguì nel 1943 l’abilitazione di Pilota Collaudatore ed assunse tale incarico presso la Piaggio (collaudò varie versioni del quadrimotore P108 e dei velivoli CANT-Z).
Alla fine del ‘43 entrò nel 2° Gruppo da Caccia Sq. “Asso di Bastoni” e “Gigi Tre Osei”, partecipando fino alla fine della guerra a varie missioni nel nord Italia su velivoli MC202, MC205, ME109G. Furono 102 i velivoli nemici abbattuti o seriamente danneggiati dal Gruppo e a lui furono personalmente riconosciuti:
Nel dopoguerra continuò l’attività di pilota collaudatore con il velivolo STOL dell’Aeronautica Umbra ed il velivolo Alaparma “Baldo 75”, finchè nel 1954 dopo aver fatto l’istruttore a Bologna e Lugo di Romagna venne chiamato, sotto la presidenza Agnelli, a ricoprire l’incarico di Capo Pilota Istruttore presso l’Aero Club Torino (dove si trasferirà per il resto della sua vita) continuando anche l’attività di collaudatore (Anfibio Nardi FN 333 “Riviera” - Aliante M 200 per i Proff. Alberto e Piero Morelli - Autogiro Bensen, primo del genere a volare in Italia - Experimental VP1 e VP2).
Riconoscimenti in carriera: