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La storia dell'Aero Club nelle memorie di Piero Casana

altE' stato reperito un prezioso dattiloscritto nel quale Piero Casana ha raccolto i suoi ricordi e le sue memorie aeronautiche, dalla nascita dell'Aero Club fino ad i giorni nostri.

 

La riproduzione dell'originale del documento è visibile in allegato.

 

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A cento anni dal volo dei fratelli Wright

di Gaetano Di Modica.

Il 17 dicembre 1903, cent’anni fa, negli Stati Uniti d’America, esattamente nel Nord Carolina, due bravi e simpatici fratelli, Wilbur e Orville Wright, riuscivano ad alzarsi in volo per una manciata di secondi e per qualche metro con un loro apparecchio spinto  da una rudimentale elica azionata da un ancora più rudimentale motore. È una data inserita come pietra miliare nella storia dell’ aviazione, e anche dell’umanità.
L’idea di volare l’uomo l’ha sempre avuta: il paragone con gli uccelli, piccoli o grandi che fossero, era lì, a portata di mano. Quel poveraccio di Otzi, l’uomo di Similaun, probabilmente, poco prima di venire racchiuso nella sua bara di ghiaccio che l’ha conservato sino a noi, si sarà detto che se invece di due gambe avesse avuto due ali a casa ci sarebbe tornato.

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Spigolature sul volo a Torino

di Gaetano Di Modica.

Anni ’30. Andavo a Rivoli e prendevo il trenino che partiva da Piazza Statuto all’inizio di Corso Francia e arrivava giusto a Rivoli.

Veniva chiamato confidenzialmente “trincia polli” perché ogni tanto prendeva sotto qualcuno che attraversava i binari che correvano lungo la strada.

Mi colpiva il nome di una stazioncina intermedia: si chiamava “Aeronautica d’Italia”. Già, perché lì c’era lo Stabilimento “FIAT Aeronautica” che utilizzava per i collaudi dei velivoli il Campo Volo realizzato nel 1916 dalla “Società per costruzioni Aeronautiche Pomilio” passata nel 1927 alla FIAT che denominò il complesso appunto “Aeronautica d’Italia” abbreviato poi come “AERITALIA”.

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L'accademia delle Scienze di Torino e l'Aeronautica

di Gaetano Di Modica.

Un Sovrano illuminato, Vittorio Amedeo III di Savoia, decide di dotare il suo piccolo regno di una istituzione culturale in grado di corrispondere con analoghe iniziative Europee, le Accademie appunto, nate dal '600 in poi sulla spinta della rivoluzione scientifica.

Nel luglio 1783, 220 anni fa, Vittorio Amedeo concede le Regie Patenti alla Società Privata Taurinense, nata nel 1757, che già operava nel campo della cultura di allora. Nel motto "Veritas et Utilitas" si compendia lo scopo operativo della Accademia inteso alla ricerca ma anche a opere destinate a recare "... qualche vantaggio alla comune società".

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Carlo Mollino pilota

Carlo Mollino autoritrattodi Angelo Moriondo.

L'arch. Carlo Mollino (1905 - 1973), fu uno dei personaggi più discussi e controversi del mondo culturale torinese nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale.
Architetto di fama mondiale (la sua ultima opera fu il Teatro Regio di Torino) e titolare della Cattedra di composizione Architettonica del Politecnico di Torino, fu condotto dal suo genio multiforme anche verso interessi sportivi.
Con l'automobilismo ed il discesismo con gli sci, l'aeronautica costituisce uno degli interessi sportivi da cui Mollino ha tratto maggiore ispirazione per la sua architettura.
Documentato da una mole incredibile di disegni, cataloghi, riviste e libri specializzati, corrispondenze e fotografie, questo filone di interesse può essere fatto risalire idealmente agli anni `20, quando il padre, amministratore della SPA, (una società dell'Ansaldo) uno dei promotori del VUM, il Volo Muscolare Umano, lo portava all'aerodromo torinese di Mirafiori a vedere le gare di acrobazia aerea, a visitare i capannoni e gli hangar alla periferia della città, allora all'avanguardia in Italia in campo aeronautico.

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Il mio volare è una storia infinita

di Don Paolo Gariglio.

Il mio volare è una storia infinita. Potrebbe essere anche una storia per niente edificante quella del prete che vola.

Ma forse non è così. Sono nato sessantacinque anni fa proprio in un aereoporto.

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Il volo a vela nel 1933

di Piero Casana.

Nel 1933 l'Aero Club d'Italia invitò il Dott. Robert Kronfeld a presentare il nascente "volo a vela" in Italia. Robert Kronfeld, austriaco, israelita, era campione di acrobazia aerea, studioso della tecnica del "volo a vela", scrittore di testi tecnici riguardanti l'aliante e la meterologia in funzione del volo senza motore. Kronfeld per ragioni razziali si trasferì in Inghilterra dove morì durante la guerra. A Torino nel 1933 Kronfeld fu invitato dal nostro Aero Club, presieduto allora dal Podestà di Torino Conte Thaon di Revel, mentre era segretario l'Ing.Antonio Farini. Kronfeld presentò l'aliante in un'applaudita manifestazione aerea a Mirafiori sul campo volo "Gino Lisa". In quei giorni io, pilota da poco più di un anno e già militante nell'Aero Club di Torino, divenni amico di Kronfeld e programmai un incontro che ebbe luogo a Vienna nell'ottobre dello stesso anno.

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Quando Superga ha il cappello

di Gaetano Di Modica.

Un vecchio adagio piemontese, tradotto in lingua corrente, recita: "Quando Superga ha il cappello, o fa brutto o fa bello".

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Il duro e misconosciuto lavoro del pilota rimorchiatore

di Mario Bernardi.

Tra i compiti di supporto alle attività volovelistiche quello del pilota rimorchiatore è uno dei più duri e misconosciuti.

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Volo a vela: disciplina e romanticismo

di Gaetano Di Modica.

Un austero baronetto inglese del XVIII° secolo, un baffuto tedesco di fine 800, l'aspirazione di sempre di svincolarsi dalla gravità e muoversi liberi nell'aria come gli uccelli. Mettete tutto in un calcolatore e sorprendentemente la soluzione dell'equazione è una macchina volante, senza motore, capace di muoversi sfruttando le correnti ascensionali con prestazioni di tutto rispetto.

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