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Il giro di boa ed i nuovi investimenti
I World Air Games. Una scommessa impegnativa
Le tappe del successo di Torino
I Campi di gara
L'impegno finanziario
Il comitato organizzatore
I presidenti dell'Aeroclub Torino





Negli anni dal 1950 al 1970 l’AERO CLUB TORINO visse un periodo d’oro sotto la presidenza dell’Avv. Giovanni AGNELLI. Non è questa la sede per scoprire il carisma e la rinomanza mondiale del personaggio. Si vuole qui solo ricordare che, appassionato di volo, accettò con entusiasmo l’incarico e facendosi coadiuvare da fidati ed esperti consiglieri operativi (CASANA, CATELLA, MOLLINO, DI MODICA, ISAIA ed altri) diede al club un periodo di crescita e prosperità che non sarà più possibile ripetere. Costruì la pista 10/28, ristrutturò la sede, fece insediare gli hangar demaniali, rinnovò completamente la fiotta e sopratutto diede all’Aero Club un impulso ed un prestigio impensabili.
Risale al 1955 l’apertura dell’aeroporto “Aeritalia” al traffico turistico nazionale che nel 1960 fu dedicato ad Edoardo AGNELLI tragicamente scomparso il 14 luglio 1935 in un incidente aereo, ammarando a Genova con un idroplano SIAI-S80, pilotato dal Comandante Arturo FERRARIN, che ne uscì indenne.
Gli anni sessanta segnano l’avvento dell’aviazione a getto: l’Aeroporto di Caselle (inaugurato nel 1953) divenne punto di riferimento per l’aviazione commerciale, ma tutte le attività addestrative e sportive rimasero affidate alle piste dell’Aeritalia.
Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 643 del 26/5/1959 all’AERO CLUB TORINO fu riconosciuta la personalità giuridica.

Sulle piste dell’Aeritalia si svolsero, con il passare degli anni, gare sportive di livello internazionale quali il “giro dei Castelli Piemontesi” nell’ambito del volo a motore ed il “trofeo città di Torino” in quello del volo a vela, che tennero alta la tradizione dell’aviazione sportiva di Torino, una tradizione che vedeva la nostra città’ recitare un ruolo di primo piano sull’orizzonte aeronautico italiano ed alla quale la presidenza dell’avv. AGNELLI diede particolare enfasi.

Fiorivano nel contempo le prime iniziative di lavoro aereo: aerotaxi, aerofotografia, volo pubblicitario e volo executive.
La RIV, di cui era Presidente Giovanni AGNELLI, aveva posizionato il suo primo aereo executive all’Aeritalia nel 1949. Si trattava di un De Havilland “Dove” di costruzione inglese, poi sostituito nel 1957 da un “Heron” ed infine, nel 1961, da un Grumman “Gulfstream”.
Altri aerei si aggiunsero ben presto movimentando l’Aeritalia, come il “Commander” di Pinin Farina ed il “Queen Air” del S. Paolo. Anche queste macchine erano ospitate assieme agli aerei della SIGE (una emanazione della FIAT che per prima lanciò l’impiego industriale dell’elicottero in Italia) negli hangar della testata pista “30L”. Nel 1961, in concomitanza con il centenario dell’Unità d’Italia, l’aeroporto venne finalmente aperto al traffico turistico internazionale. Con la crescita di Caselle e la sua qualificazione ad aeroporto strumentale, tutti gli executive di base all’Aeritalia vi si trasferirono nel 1969.
Nel dopoguerra anche i volovelisti italiani si riorganizzarono, dando vita nel 1946 alla Federazione Italiana Volo a Vela (F.I.V.V.), nominando il Barone Piero CASANA quale primo Presidente.
Nel 1948 fu organizzata, sull’aeroporto dell’Aeritalia, la seconda “settimana volovelistica torinese”, che ebbe particolare successo per la numerosa partecipazione di volovelisti vecchi e nuovi tra cui merita ricordare MANTELLI, VAGHI, GALIMBERTI, LAGLER e Riccardo BRIGLIADORI (fratello maggiore di quel Leonardo che nel 1985 sarà campione mondiale di classe standard).
Il 5 maggio 1947 la pista “34” dell’Aeritalia vide la ripresa dei voli commerciali di linea con il primo volo italiano del dopoguerra sulla tratta Torino Roma.
Questa pista vide altresì decollare i prototipi dei primi aerei da trasporto di produzione nazionale messi in linea dalle “Aviolinee italiane” nel primo dopoguerra, e rappresentò anche il principale scalo Torinese fino al 1950.