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Nel 1915, al momento della discesa in campo dell’Italia nella prima Guerra Mondiale, la scuola di volo di Mirafiori, gestita dalla SIT, era una delle maggiori in Italia con 45 allievi piloti.
Uno stabilimento aeronautico venne aperto ad Orbassano mentre FIAT e SPA potenziarono la produzione dei motori per aerei che, fra il 1914 ed il 1918, raggiunse la cifra di 24.000 unità.
Il motore allora prodotto in maggiore quantita’ fu il FIAT A 12-1 montato su apparecchi di tutte le potenze dell’Intesa, persino su quelli della RAF che ne equipaggiò i suoi bombardieri pesanti, preferendolo al Rolls Royce “Eagle” nonostante il prezzo piuttosto elevato. Il motore SPA 6A, prodotto in 3.000 esemplari, equipaggiò i celebri biplani SVA, protagonisti del volo di D’ANNUNZIO su Vienna del 1918 e di innumerevoli imprese aeronautiche a livello mondiale nel primo dopoguerra. Grazie allo sviluppo della produzione bellica, Torino occupò quindi un posto di primordine nell’industria aeronautica italiana.
Nel 1916 fu fondata la “Soc. Anonima costruz.aeronautiche ing. O. POMILIO &C” per la costruzione di velivoli SP (Savoia Pomilio) su progetto appunto dell’ing. Savoia.
Il maggiore numero di velivoli uscì dalle officine della FIAT-SIA (Società Italiana Aviazione) di via Madama Cristina e di via Nizza in cui, dopo alcune serie di M. Farman tipo 1914, prese il via la produzione, su licenza, dei Pomilio (SP1, SP2, SP3) e degli SPA, tutti robusti ma lenti apparecchi a doppio trave di coda.
Nel 1917 la FIAT-SIA iniziò la produzione di un nuovo velivolo militare, denominato SIA 7B, spinto dal motore FIAT A12 le cui ultime serie (FIAT A12 bis da 300 CV) superarono in velocità ed armamento i più moderni caccia austro-germanici.
Con un aereo di questo tipo, il 24 settembre dello stesso anno, il capitano Giulio LAUREATI di Grottamare (AP), con il caporale motorista Michelangelo TONSO di Montalenghe (TO), decollando dall’aeroporto di Mirafiori ed atterrando sull’aerodromo militare di Hounslow (a sud-ovest di Londra) effettuarono il raid Torino-Londra senza scalo, di circa 1.200 km nel tempo di 7 ore e 22 minuti stabilendo il record mondiale di distanza e con passeggero.
Per questa impresa il 26 settembre il Capitano LAUREATI fu ricevuto da S.M. Re Giorgio d’Inghilterra che lo decorò personalmente con l”Ordine della Regina Vittoria”.
Dallo stabilimento SIT (Societa’ Italiana Transarea), ubicato in corso Peschiera con un’area coperta di 4.000 mq., uscirono apparecchi Bleriot, Farman e Savoia Pomilio SP2, quest’ultimo su licenza FIAT - SIA.
Nel 1917 la SIT fu assorbita dalla genovese Ansaldo per produrre al ritmo di 40-60 al mese i mitici SVA, (Savoia, Verduzio, Ansaldo) su progetto del torinese Savoia e del napoletano Verduzio. Per inciso, alla progettazione degli SVA collaborò anche l’ing. Celestino ROSATELLI che diverrà poco dopo il principale progettista della FIAT Aviazione.
Anche un’altra importante industria aeronautica, la AER di Orbassano, seguì lo stesso percorso della SIT. Dopo aver prodotto su licenza velivoli da ricognizione Caudron G3 e G4, FIAT-SIA SP2, SP3 e SPA, la fabbrica fu acquistata dall’ANSALDO per incrementare la produzione dei richiestissimi modelli SVA.
La stessa sorte toccò infine alla citata Societa’ Industrie Aeronautiche POMILIO che fu assorbita dall’ANSALDO ed il suo moderno stabilimento con 10.000 mq. e relativo campo di volo (oggi AERITALIA) passarono alla produzione degli SVA.
Chiudono la rassegna degli allora maggiori costruttori aeronautici dell’aerea torinese: le OFFICINE DI SAVIGLIANO, produttrici su commessa di ricognitori SP2, SP3, di SIA 7b1 e di bombardieri Caproni Ca.33; le CARROZZERIE FARINA in parte convertite per produrre in serie biplani SAML-Aviatik; le OFFICINE MONCENISIO di Condove per la medesima produzione; ed
infine la DIATTO che nel 1918 produsse su licenza Isotta Fraschini motori aeronautici V6. Con la fine della 1° Guerra Mondiale molte industrie aeronautiche nazionali subirono un drastico ridimensionamento. Così accadde anche a Torino. Rimasero però attive quelle capaci di ritornare a produzioni di pace, come la FIAT, la FARINA, le OFFICINE DI SAVIGLIANO ed alcune altre come la RIV (cuscinetti) la quale aveva collaborato al pieno successo della motoristica d’aviazione italiana.