Il dopoguerra

Al termine della guerra l’aeroporto fu completamente ripristinato ed il 5 maggio 1947 la pista “30” dell’Aeritalia (di mt. 1.000 x 60 in conglomerato bituminoso) vide la ripresa dei voli commerciali con il primo volo di linea italiano del dopoguerra sulla tratta Torino-Roma, con un FIAT G.12.
Questa pista vide altresì decollare i prototipi dei primi aerei da trasporto di produzione nazionale messi in linea dalle “Avio Linee Italiane” nel primo dopoguerra, e rappresentò anche il principale scalo torinese fino al 1953 quando l’aviazione commerciale incominciò ad operare dall’aeroporto di Caselle.
È su questa pista che i tifosi del “GRANDE TORINO” attesero invano, il 4 maggio 1949, la squadra nel giorno della tragedia di Superga. Alle ore 17,05 il FIAT G.212 pilotato dal comandante Pierluigi MERONI, con a bordo l’intera squadra, i dirigenti e gli accompagnatori, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga.

01 Il dopoguerra

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Fu merito dell’ing. Enrico ROLANDI se, alla fine del secondo conflitto, i pochi resti della flotta dell’Aero Club furono raccolti e rimessi in efficienza all’aeroporto dell’Aeritalia.
Infatti nel 1951, quando il glorioso aeroporto di Mirafiori Sud venne definitivamente chiuso perché distrutto dalla guerra prima e divorato dalla speculazione edilizia poi, la FIAT mise a disposizione dell’Aero Club Torino l’aeroporto dell’Aeritalia ove la flotta venne accolta negli hangar dello “Stabilimento Velivoli FIAT ” di corso Marche.
L’operazione avvenne durante la presidenza del commendatore dottor Francesco BALBIS (cofondatore con il cognato senatore Guglielmone della banca torinese “Balbis & Guglielmone”).

02 Grande Torino



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