La nascita delle industrie aeronautiche torinesi

01 Aereo Fuseri rif

Erano gli anni di inizio secolo contrassegnati da un grande entusiasmo per la “modernità”, per le scoperte scientifiche e per le innovazioni tecnologiche, erano gli anni in cui Torino era diventata uno degli epicentri della rivoluzione industriale dove si respirava un entusiastico anelito per le novità.

Alle industrie tessili e dolciarie si erano da poco aggiunte le industrie meccaniche ed in particolare quella automobilistica e su questo nuovo filone trovarono terreno fertile e culturalmente preparato le iniziative aeronautiche. Per questo motivo fu a Torino che agli albori dell’aviazione italiana scoccò la scintilla che segnò la nascita dell’industria aeronautica del “più pesante dell’aria” che poi dilagò entusiasticamente in varie parti del paese.

Sulla scia degli esperimenti di Faccioli a Venaria, si presentarono alla ribalta una serie di laboratori o piccole officine, che tra il 1909 e il 1910, su iniziativa di giovani entusiasti, ma per lo più inesperti progettisti, tentarono l’avventura aeronautica con alterne fortune.

  • BRUNO FOCO

Il torinese Bruno Foco figlio di un portalettere, e senza aver frequentato studi adeguati, a diciotto anni si appassionò ai problemi aeronautici incuriosito dagli esperimenti di Faccioli a Venaria e, tra il 1908 ed il 1909, realizzò un biplano sperimentale.

L’ala di questo biplano aveva un’apertura di 10 metri e una superficie alare di 60 metri quadrati; i piani di controllo, di tipo portante, avevano un superficie totale di 20 m2.

Dati i materiali impiegati nella costruzione, il velivolo risultò di peso superiore al previsto il che gli impedì di aver successo.

Foco iniziò la costruzione di un secondo biplano molto simile al precedente, per il quale impiegò però materiali più leggeri. Non risulta sia stato completato.

02 New Foco 1

  • LUIGI MARTINO

Con la denominazione di “biplano quadricellare”, Luigi Martino (meccanico nelle Ferrovie dello Stato) progettò un velivolo costituito da due cellule biplane poste in tandem. La superficie alare era di 62 metri quadrati e il peso totale di 460 kg. Il progetto prevedeva due timoni verticali posteriori ad azione simmetrica e parallela, azionati per mezzo del volante che serviva anche ad azionare le ruote di lancio.

La progettazione e poi la costruzione iniziarono a partire dal 1905 a Scalenghe nell’officina Azzario con la collaborazione di tre amici volonterosi, Roncuzzi, Negro e Varalle. Il motore utilizzato per le prime prove a terra era un Anzani da 45/50 cv, sostituito in seguito da un motore progettato dallo stesso Martino e realizzato a Torino, nell’officina delle scuole serali di via Ormea.

Dopo quattro anni di studi e modifiche le prove di collaudo del “quadricellare” ebbero luogo sul campo di Venaria alla fine del 1909, ma con scarso successo.
03 New Martino quadricellare

  • BORTOLOTTI ROBERTO, di corso Oporto (oggi corso Matteotti) n. 53. Sviluppò un velivolo dotato di un bicilindrico raffreddato ad aria da 18 cv che con l’apporto tecnico di Ramassotto volò con successo a Torino in piazza d’armi il 27 maggio del 1910, ma rimase allo stato di prototipo.

  • FERRERO & TIBOLDO. Mise a punto un monoplano mai completato.

  • ALUFFI & C. Nel 1910, mise anch’essa a punto un monoplano senza appendici di controllo per cui l’assetto veniva ottenuto con lo svergolamento delle ali. Aveva due sole ali ed una coda orizzontale rigida. Era munito di un motore Anzani da 25 cv, ma non volò mai.

  • NAVONE C. (via Superga 18). Costruì un monoplano, ispirato al francese “Demoiselle”, che aveva una coda originalissima e gli alettoni applicati dietro le ali. Anche questo non volò mai.

  • BRUNO & GENINATTI (via Roma 30). Costruì nel 1910 un monoplano molto accurato. Era dotato di un complicato carrello costruito con tubi nichelati e pattini di legno. Ogni ala era in due pezzi e tenuta da ben dodici tiranti di fune metallica. La coda era formata da due semicerchi che funzionavano da timoni di profondità e direzione. Il velivolo, di peso eccessivo, non riuscì mai a prendere il volo. 
04 Bruno e Geninatti

Queste ultime quattro aziende furono presenti all’Eposizione areonautica di Torino tenutasi dall’8 al 24 aprile del 1910.


  • ROBIOLA

Il medico torinese dottor Attilio Robiola fin dal 1909 aveva iniziato a studiare e a progettare mezzi di locomozione aerea basati sull’osservazione del volo degli uccelli a conclusione dei quali ideò “un aeroplano che non può rovesciarsi”, e cioè un “aeroplano autostabile”. 
Robiola brevettò il suo sistema in Germania (1909) e nel Regno Unito (29 febbraio 1912 n. 1910/27876) con il titolo “Sistema di controllo migliorato per aeronavi e battelli sottomarini”.
In applicazione pratica dei suoi studi costruì, a cavallo tra il 1912 e il 1913, un interessante velivolo, da lui stesso denominato “Idromultiplano”, che così veniva descritto dal giornale inglese “Indipendent” nel 1914: “Un nuovo tipo di macchina volante, il multiplano Robiola, è costruito su questo principio (autostabilità) ed è interamente di metallo, con sei piani alari, uno sopra l’altro”.

05 New IdroMultiplano Robiola
Egli riuscì ad ottenere la collaborazione del Battaglione Aviatori, che gli concesse due motori Gnôme da 80 cv, e tentò i voli di collaudo a Mirafiori nel novembre 1913, ma senza successo anche a causa dell’eccesivo peso (circa 1 tonnellata) per cui il suo progetto naufragò senza appello.
Dopo il tentativo con questo aeroplano Robiola lasciò perdere l’aeronautica, ottenendo però negli anni ’20 alcuni brevetti per progetti di motori.
Robiola descrisse le sue teorie in un libretto di trenta pagine dal titolo “L’idroaeroplano Robiola – La Teoria di Edison in armonia coi principi ideati e applicati dal dott. Robiola” pubblicato a Pavia della Tipografia Succ. Bizzoni nel 1912.

Tra le fabbriche per la produzione di accessori per l’aviazione operavano:

  • PERRINO PIER ALFONSO (via Schina 8).
  • MACCAGNO A. (via Baretti 28).
  • MAFFEI ing. G.A. (via Sacchi 28 bis) – fabbricazione di eliche.
  • OFFICINE MECCANICHE SUBALPINE di Levi e Vernetti in via Moncalvo 7 e 8.
  • O. FUSA & C. (via Cernaia 15) – pezzi staccati e accessori.
  • FABBRE GAGLIARDI & C. in Corso Re Umberto 62-64 (palazzo proprio) – accessori per l’aviazione
  • FEROLDI (via Volta 1-2) – fabbricazione di carburatori per aviazione.
  • CORRADO E TAVERNA – articoli per aeroplani.
  • GIUSEPPE DAMIANI – pneumatici e ruote di aeroplani. 
  • M. FABRY in corso Sommeiller 25 – strumenti per la navigazione aerea.

Accanto a queste attività artigiane e sperimentali nacquero però anche le industrie.

06 Pubb Maffei 

07 pubb Damiani

08 Pubb Fabry

09 Pubb Gagliardi

10 Pubb Fusa



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