Il primo Battaglione Aviatori

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Sul nuovo aeroporto di Mirafiori si insediarono tutte le attività aeronautiche torinesi ivi compresa quella militare, infatti a seguito della legge n. 698 del 27 giugno 1912, il 1° luglio 1912 venne costituito a Torino (come reparto dell’esercito) il primo Battaglione Aviatori, formato da tre squadriglie, al quale fu affiancato un “reparto tecnico” denominato:
DTAM (Direzione Tecnica Aviazione Militare) con il compito di studiare, sperimentare e collaudare nuovi mezzi aerei.
Il tempo rivelerà tutta l’importanza della DTAM.
A Torino esisteva allora la maggior concentrazione di industrie aeronautiche e la dtam aveva il compito di valutare i progetti delle aziende che volevano fornire aerei all’esercito, nonché di controllare che le commesse aeronautiche di velivoli militari venissero eseguite con scrupolosa osservanza dei progetti e dei materiali. Una sorta di antesignano controllo di qualità.
La DTAM, era diretta dal colonnello Ottavio RICALDONI (progettista del primo dirigibile militare italiano), riuniva i migliori ingegneri aeronautici dell’epoca ed altri ufficiali del Genio aeronautico. Tra questi occorre menzionare Vittorio VALLETTA, il quale, con il grado di tenente, si occupava delle forniture di materiale aeronautico prodotto dalle industrie del settore. Fu proprio in tale contesto che iniziarono i primi contatti tra Vittorio Valletta e il senatore Giovanni Agnelli.
L’avvento della DTAM fece sì che a Torino confluissero tutti i migliori tecnici aeronautici in circolazione in Italia costituendo di fatto un nucleo di competenze assolute (senza nulla voler togliere alle varie eccellenze sorte altrove) che contribuirono a formare “l’intellighenzia” aeronautica dell’epoca.

Il comando del Battaglione Aviatori era presso la Caserma La Marmora in via Maria Vittoria 39 bis (ove oggi sorge il pensionato universitario femminile), concessa dalla città di Torino, a seguito di trattative con il col. Moris, con la seguente motivazione assunta dalla giunta comunale, presieduta dal sindaco Teofilo Rossi, il 1° aprile 1912“[…] nell’intento di assicurare a Torino questo nuovo servizio militare”.
L’aeroporto di Mirafiori ne fu la base operativa, diventando in breve tempo il più importante d’Italia.
Comandante era il tenente colonnello Vittorio CORDERO DI MONTEZEMOLO e vicecomandante Giulio DOUHET, che diverrà poi famoso a livello mondiale per i suoi studi e le sue teorie sull’impiego strategico dell’aviazione.

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E ancora, sempre a seguito di trattative con il colonnello Moris, con delibera del 7 gennaio 1913 la giunta Comunale di Torino deliberò di destinare per 29 anni la Caserma La Marmora al Battaglione Aviatori e “[…] inoltre prende atto che il Dirigibile, che nella guerra Italo-Turca era a Leros, al termine della stessa venne trasferito” via mare (N.d.A.) “al porto di Venezia in attesa di nuova destinazione”.
Di ciò dato atto la giunta deliberò di destinare l’area di Mirafiori al ricovero del dirigibile “[…] allo scopo di assicurare a Torino il servizio del dirigibile che deve stare a guardia delle Alpi occidentali”.

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Il 29 gennaio 1913 il maggiore Dohuet inaugurò presso l’aula magna del Politecnico di Torino il 1° corso preparatorio di aviazione militare cui presero parte 15 ufficiali e il 3 giugno di quell’anno Douhet organizzò la prima rivista militare con uno schieramento di 8 squadriglie riunite in 4 gruppi su velivoli Blériot, Nieuport 80 cv e Farman 75 cv per complessivi 32 aerei. Il comando dei reparti fu affidato al maggiore Carlo Piazza.

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All’evento assistettero le altezze reali, il duca di Genova e la principessa Laetitia Napoleone Savoia duchessa di Aosta.
Alla fine del 1914 il Battaglione Aviatori contava 106 piloti di cui 94 ufficiali formati alle scuole di San Carlo e Venaria.
Il 24 maggio 1915 all’entrata in guerra dell’Italia il Battaglione Aviatori disponeva di 3 gruppi di aeroplani con 12 squadriglie e 50 velivoli Blériot, Farman e Nieuport armati di sole pistole Mauser.

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Il generale ingegnere Carlo Montù, che nel frattempo era diventato presidente dell’Aero Club d’Italia, propose al Ministero la formazione di una seconda “Flottiglia di aviatori civili volontari” sulla falsariga di quella organizzata per la Guerra di Libia del 1911 (vedi p. 71) e in proposito aveva già raccolto 30 nomi tra cui quello di Rosina Ferrario che fu la prima donna brevettata in Italia (il 3 gennaio 1913 alla Scuola d’Aviazione di Vizzola Ticino, diretta dall’ingegnere Gianni Caproni). La sua proposta non fu accolta.

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Come detto, il 3 giugno 1913 il Battaglione Aviatori organizzò sull’aeroporto di Mirafiori la prima grande parata dell’Aviazione Militare Italiana, con l’esibizione di otto squadriglie su velivoli Blériot, Farman e Nieuport, per un totale di 32 aeroplani, di cui 25 costruiti a Torino dalla SIT. Alla presenza del maggiore Giulio DOUHET, nuovo comandante del Battaglione Aviatori, gli aerei decollarono ad intervalli di un minuto, effettuando per la prima volta in Italia un grande spiegamento di reparti aerei.
Nel pomeriggio del 20 ottobre 1913 il pilota militare maggiore Carlo Maria  PIAZZA decollò da Mirafiori verso la valle di Susa e raggiunta quota 3.200 metri puntò sul Moncenisio, atterrando con volo librato su una breve spianata a oltre 2.000 metri di altitudine dopo 1 ora e 16 minuti. Era il primo atterraggio in alta montagna. Al Moncenisio il magg. Piazza fu ricevuto dal cap. Contrada, comandante del locale distaccamento militare, che telegraficamente diede al mondo notizia dell’impresa. L’indomani alle ore 9 egli decollò per far ritorno a Mirafiori.
Sempre nel 1913 all’aeroporto di Mirafiori venne costruito il grande hangar per il ricovero di un dirigibile p300 da ricognizione.

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