FIAT

Come già riportato nei precedenti capitoli la FIAT iniziò la propria attività nel settore aeronautico con la progettazione e produzione di motori, prima per dirigibili (nel 1908) e poi per aerei.
Nel corso della Prima guerra mondiale il motore per aerei prodotto in maggiore quantità, nelle officine di corso Dante, fu il FIAT a.12-1 (e successivamente l’a.12 bis da 300-320 cv) montato su apparecchi di tutte le potenze dell’Intesa, persino su quelli dell’inglese RFC (Royal Flying Corps) che ne equipaggiò i suoi bombardieri pesanti, preferendolo al Rolls Royce “Eagle” nonostante il prezzo piuttosto elevato.

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Solo nel 1914, la FIAT iniziò la produzione su licenza di velivoli, dapprima il Farman 5b con motore a.10 da 100 cv e poi dal 1915-16 gli “SP” (sp.2, sp.3) progettati dagli ingg. Savoia e Pomilio e messi a punto dalla DTAM (Direzione Tecnica Aviazione Militare) con motorizzazione “a.12” da 250 cv. Il Farman Savoia era noto anche come “tipo 1914”.
Il maggiore numero di velivoli uscì dalle officine di via Madama Cristina e di via Nizza in cui, dopo alcune serie di M. Farman tipo 1914, prese il via la produzione, su licenza, dei Pomilio (sp.2, sp.3), tutti robusti ma lenti apparecchi a doppio trave di coda.

03 Corso Dante
Nel giugno del 1914 il costante aumento della produzione e le previsioni di ulteriori incrementi per gli anni di guerra indussero la FIAT a costituire una società apposita che fu denominata SIA (Società Italiana Aviazione) nella quale confluirono tutte le sue attività aeronautiche e che iniziò ad operare principalmente negli hangar di Mirafiori.
A capo dell’ufficio tecnico era l’ing. Torretta che con la collaborazione della dtam varò, sul finire del 1916, il progetto “7b” che entrò in produzione nell’anno seguente spinto dal motore a.12 da 250 cv.

04 Fiat AS1
Con i modelli “7b1” e “7b2”il capitano Laureati compì due famosi Raid Torino-Napoli-Torino senza scalo e Torino-Londra.
Sempre con il SIA “7b1” il 4 febbraio del 1918 Gabriele d’Annunzio organizzò la missione di ricognizione aerea preparatoria a quella che passò alla storia con il nome di “Beffa di Buccari”. Il SIA 7b1 decollando dal campo di Tesséra (VE), portò il s.ten. pilota LOMBARDI e l’osservatore s.ten. di vascello CAMPACCI a sorvolare i porti di Pola, Fiume e Buccari scattando decine di fotografie delle installazioni nemiche e delle navi alla fonda che permisero nei giorni successivi l’attacco via mare.

Nel 1918 la sia, che aveva una produzione di 7-8 velivoli al giorno, cambiò il nome in FIAT-Aviazione.
L’evoluzione del 7b1 fu il 7b2 che con motore a.12 bis da 300 cv superò in velocità ed armamento i più moderni caccia austro-germanici. Questo modello fu venduto in una ventina di esemplari agli Stati Uniti e collaudato dai piloti americani venuti in Italia con il sindaco di New York Fiorello La Guardia.
Grazie allo sviluppo della produzione bellica, Torino occupò quindi un posto di prim’ordine nell’industria aeronautica italiana.

05 Torretta
Nel secondo dopoguerra la FIAT sezione velivoli, che aveva iniziato il trasferimento delle proprie officine a Caselle nel 1949, con la costruzione di un reparto tecnico per il controllo delle prove di volo, costruì poi un Centro Elettronico Avio e dei reparti sperimentali per la costruzione e collaudo dei motori a getto.
Non possiamo non ricordare la generazione dei piloti collaudatori di allora quali Agostini, Cus, Catella, Marsan, Bignamini, Sanseverino, Quarantelli e Trevisan.
Merita ricordare, come dato storico di sintesi, che dalle origini fino al 1962 la fiat ha realizzato:

  • 55 prototipi di motori aeronautici;
  • 166 tipi di aerei tra prototipi e derivati;

per una produzione complessiva di:

  • 32.000 motori di aviazione;
  • 13.000 aeroplani venduti in 27 nazioni.

Non è questa la sede per ripercorrere la storia della Fiat Aeronautica, la cui evoluzione iniziata dapprima con i motori (1908) è poi proseguita con la costruzione di velivoli attraverso la SIA (nel 1916), la FIAT Aeritalia (nel 1926), la CMASA – Costruzioni Meccaniche Aeronautiche sa di Pisa (nel 1931), e la CANSA di Cameri, per acquisizione della ex Gabardini (1939) (vedi p. 43).
Non ci si può tuttavia esimere dal fare un cenno ai due più importanti progettisti aeronautici che ne hanno fatto la storia e la grandezza: Celestino ROSATELLI e Giuseppe GABRIELLI, il primo dei quali nel 1927 ha partecipato attivamente alla gestione dell’Aero Club Torino, entrando a far parte del Consiglio direttivo.

06 FIAT CR20 Rosatelli



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