Il primo volo postale

Il primo esperimento ufficiale di posta aerea tra Torino e Roma era pianificato per le 6 del 20 maggio 1917.

21 La tribuna illustrata da DIGITECA
L’articolo di quel giorno pubblicato su “La Stampa” riportava:

“[…] Il sindaco , conte senatore Teofilo Rossi invierà a Sua Eccellenza Boselli, al Sindaco di Roma ed al Ministro delle Poste e Telegrafi un messaggio augurale, che recherà alla capitale il saluto e l’omaggio dell’amministrazione civica e della cittadinanza torinese”.

Purtroppo il maltempo impedì lo svolgimento dell’evento e “La Stampa” del 21 maggio a pagina 2 così commenta:

La pioggia dirottisima ha impedito ieri mattina il primo esperimento di posta aerea Torino-Roma, guastando, naturalmente, la mattutina cerimonia inaugurale. Il Pilota tenente De Bernardi ha dovuto rimandare il suo raid in attesa di miglior tempo”.

Finalmente il tempo migliorò e il 23 maggio 1917 alle 11,27, decollando dal campo della Pomilio (oggi Aeritalia), venne inaugurato il primo volo postale italiano. Ai comandi del tenente Mario De Bernardi (collaudatore della Pomilio) il velivolo p.c (Pomilio Caccia) con a bordo 200 chili di posta e 100 copie de “La Stampa”, atterrò con qualche problema alle ore 15,30, dopo 4 ore e 3 minuti all’aeroporto di Centocelle a Roma alla presenza delle autorità civili e militari.
La puntuale cronaca de La Stampa riporta i seguenti passi:

“[⁠…⁠] era atteso [⁠…⁠] da una grande ed elegante folla trattenuta da cordoni di carabinieri a piedi e a cavallo [⁠…⁠]. Quando l’apparecchio apparve sopra il campo [⁠…⁠] compì un’ardita evoluzione e quindi atterrò. In quest’ultima manovra si inalberò posteriormente riportando danni all’elica e al carrello [⁠…⁠] ma subito si apprese che l’aviatore era perfettamente incolume e che anche i danni all’apparecchio erano minimi [⁠…⁠].”

[⁠…⁠] Il tenente De Bernardi dopo il breve ricevimento, è salito in automobile recandosi dal presidente del Consiglio Boselli, per il quale era latore di una targa e dei messaggi delle autorità [⁠…⁠] di Torino”.

22 Cartolina Posta aerea

De Bernardi rientrò a Torino in treno in quanto l’incidente subìto all’elica in atterraggio non gli consentì di rientrare in aereo.
Egli raccontò così il suo viaggio al cronista:

Appena iniziato il volo puntai su Superga e incontrai subito un forte vento, ma tuttavia posi il mio apparecchio alla velocità di 180 Km all’ora [⁠…⁠] Sorpassai la catena dei Giovi all’altezza di 2000 metri con forte vento e pioggia e sono quindi disceso a minor altezza costeggiando il mare. Il viaggio procedette in discrete condizioni fino verso Pisa. Qui le condizioni atmosferiche resero difficilissima la prosecuzione del viaggio. Il vento e la pioggia intensissima mi imposero il dilemma o d’atterrare oppure mutare rotta. Preferii mutare il percorso stabilito compiendo una leggera deviazione [⁠…⁠]. Alle 15,21 mi trovavo al di sopra di Roma che attraversai a bassa quota. Alle 15,28 giungevo al campo di Centocelle dove atterrai [⁠…⁠]”.

All’impresa le Poste Italiane dedicarono una sovrastampa speciale sul francobollo da “25 cent. Espresso”.

23 Poste italiane copy


***

Come detto, nel 1918 la Società Pomilio e l’annesso campo volo vennero ceduti all’Ansaldo e da questa passati più tardi (1926) alla FIAT, che denominò questo complesso “FIAT Aeronautica d’Italia s.a.” da cui, nel tempo, l’abbreviazione “Aeritalia”.

24 MARCHIO10 Fiat Aeronautica

All’epoca la FIAT completò il binomio Terra-Mare con la parola Cielo. Il cielo più importante era quello dell’Aeritalia.

25 Terra mare cielo

26 NEW 1928 Aeritalia maestranze Fiat

 



2018 © Aero Club Torino - Tutti i diritti riservati - CF: 01395280017 - Credits

Privacy Policy Cookie Policy