Dal 1927 alla Seconda guerra mondiale

La sede amministrativa dell’Aero Club “Gino Lisa” che fin dal 1927 si trovava in via Carlo Alberto 41 si trasferì dapprima in via Pietro Micca 18 (nel 1930), successivamente in via del Carmine 18 (nel 1932) e infine in via San Francesco d’Assisi 14 (nel 1933), mentre le attività di volo continuavano a svolgersi sul campo di Mirafiori Sud, teatro per gli anni a venire di innumerevoli manifestazioni sportive, dimostrazioni e raduni, che hanno fatto la storia dell’aviazione torinese e italiana. Vi partecipavano soci, appassionati e semplici curiosi che si avvicinavano per la prima volta a quella meravigliosa macchina che è l’aeroplano.

I presidenti che, dopo Montù, si susseguirono in quegli anni alla guida del “Gino Lisa” (per un breve cenno biografico vedi in appendice “Albo d’oro dei presidenti”) furono nell’ordine: il conte Carlo Nicolis di ROBILANT (1927-1930), il conte Paolo THAON DI REVEL (1930-1934), l’ing. Ugo SARTIRANA (1934-1938) durante la cui presidenza Amedeo di SAVOIA DUCA D'AOSTA fu nominato presidente onorario, e dal novembre del 1938 fino al 1946, il conte Antonio FARINI.

16 gruppo aereoclub Gino Lisa

Intanto, dalla pista dell’Aeritalia, che da corso Marche punta verso il Musiné, effettuarono il loro primo volo, (nell’arco di oltre 30 anni), i prototipi degli “SP” di Savoia-Pomilio, degli “SVA” di Savoia Verduzio Ansaldo, dei “CR” e “BR” di Rosatelli, dei “G” di Gabrielli.
Per il collaudo di questi velivoli la fiat costruì negli anni ’30 la pista “30” in conglomerato bituminoso di mt. 1.000 x 60, successivamente allungata a mt. 1.500 nel 1961.

18 FIAT CR30
Piloti collaudatori come il già citato BRACH PAPA, assieme a LOVADINA, FERRARIN, ROLANDI, CUS e CATELLA metteranno a punto, sul campo dell’Aeritalia, macchine che a cavallo delle due guerre porteranno il nome di Torino e dell’Italia ai più lontani confini (pensiamo ai caccia CR.32 per la Cina e per la Romania nel 1933, per l’Ungheria, l’Austria, la Spagna nel 1936, per il Venezuela nel 1937).
Più tardi queste macchine verranno sostituite dai famosi FIAT G.50 e G.55 e G.59 tutti decollati e collaudati su questa pista.
Nel 1937-38 anche il “Maresciallo dell’aria” Italo BALBO frequentò il campo di Mirafiori, come testimonia la fotografia con dedica conservata negli archivi dell’Aero Club.

19 FIAT G59
Vennero poi gli anni difficili della Seconda guerra mondiale e quelli, altrettanto difficili, ma pieni di speranza, della ricostruzione.
Ingenti furono i danni che gli eventi bellici causarono all’Aero Club Torino, che perse nel crollo degli hangar di Mirafiori quasi tutta la flotta e, nella distruzione degli altri edifici fatta dai tedeschi nel 1945 durante la ritirata, anche tutta la documentazione, per cui di molti avvenimenti si è persa la memoria storica.

20 Italo Balbo dedica



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