
Ripristino dell'aeroporto e ripresa dei voli commerciali
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'aerodromo subì una completa ricostruzione. Il 5 maggio 1947, la pista "30" dell'Aeritalia (1.000m × 60m in superficie bituminosa) riaprì l'aviazione commerciale con il primo volo di linea italiano del dopoguerra da Torino a Roma a bordo di un FIAT G.12.

Questa pista lanciò successivamente i prototipi degli aerei da trasporto nazionali operati dalle Avio Linee Italiane e rimase il principale scalo civile di Torino fino al 1953, quando le operazioni commerciali si trasferirono a Caselle.
La tragedia del Grande Torino

Un incidente premonitore si verificò nell'aprile 1948. Secondo il cronista Vittorio Pozzo su La Stampa, un G.212 delle Aero Linee Italiane da Londra con a bordo membri della squadra giovanile del Torino uscì dalla pista 12, schiantandosi in un hangar. Fortunatamente, la velocità ridotta non causò vittime.

Il vero disastro colpì il 4 maggio 1949. Alle 17:05, il FIAT G.212 pilotato dal Comandante Pierluigi Meroni si schiantò contro il muro di contenimento dietro la Basilica di Superga. L'intera squadra del Grande Torino perì: giocatori, dirigenti e staff.
1947 – Il primo volo Alitalia

Il 5 maggio 1947, il volo inaugurale di Alitalia partì da Torino-Aeritalia diretto a Roma (Urbe) e Catania. Il trimotore FIAT G.12CA (immatricolazione I-DAHL), battezzato "Alcione", trasportò 18 passeggeri sotto il comando del Col. Virginio Reinero.


Ali Viberti SpA – L'aereo Musca
Nel 1948, la Viberti fondò la Ali Viberti SpA specificamente per produrre l'aereo da turismo Viberti Musca 1, progettato dall'ingegnere Franco Muscariello.


Il Musca 1 presentava una configurazione monoplano ad ala bassa, propulso da un motore CNA DIVa a quattro cilindri raffreddato ad aria da 60 cavalli. Le specifiche includevano una velocità di crociera di 185 km/h, autonomia di circa 600 chilometri e tangenza di 4.200 metri.

La presidenza di Giovanni Agnelli
Dal 1950 al 1970, l'Aero Club Torino visse un'epoca d'oro sotto la presidenza dell'avvocato Giovanni Agnelli.

Appassionato di aviazione, Agnelli accettò con entusiasmo la leadership e, supportato da esperti vicepresidenti operativi (Solaroli, Brach Papa, Catella, Casana), presiedette a una crescita e prosperità senza precedenti.
Nel maggio 1954, il presidente FIAT Professor Valletta approvò una delibera che trasferiva gli uffici dell'Aero Club alla zona nord dell'Aeritalia (area della cascina Berlia). La direttiva divenne operativa nel novembre 1956, avviando i lavori di ristrutturazione sotto la direzione dell'architetto Carlo Mollino a spese della FIAT per 38 milioni di lire.


L'aeroporto Torino-Aeritalia aprì al traffico turistico nazionale nel 1955. Un accordo di concessione formale datato 5 aprile 1958 trasferì l'edificio degli uffici, gli hangar e i terreni dell'aerodromo all'Aero Club Torino, trasferendo le responsabilità di gestione dell'aeroporto che continuano ancora oggi.

Nel luglio 1959, completata la ristrutturazione, l'Aero Club Torino lasciò gli uffici di Via San Francesco d'Assisi 14 per le nuove strutture in Strada della Berlia 500.


L'aeroporto fu dedicato a Edoardo Agnelli, tragicamente scomparso il 14 luglio 1935 in un incidente aereo durante l'ammaraggio anfibio di un SIAI S.80 pilotato dal Comandante Arturo Ferrarin vicino a Genova.



