
Léon Delagrange – Il primo volo
Il primo volo di un aeroplano "più pesante dell'aria" in Piemonte avvenne verso le 19:30 del 27 giugno 1908. Il pilota francese Ferdinand Léon Delagrange compì questa impresa nella vecchia piazza d'armi di Torino (oggi sede del Politecnico e della Crocetta), realizzando un salto di 250 metri a circa 4-5 metri di altezza con un biplano francese Voisin equipaggiato con un motore Antoinette V8 da 50 cavalli.


Il volo attirò centinaia di spettatori e membri dello "stabilimento sportivo automobilistico-aeronautico". La Stampa (28 giugno 1908) documentò la presenza di numerosi dignitari e ingegneri, incluso il Sindaco Secondo Frola.
Durante l'atterraggio, l'ala dell'aereo toccò gli alberi e precipitò da 4 metri senza ferire il pilota. Le riparazioni permisero di riprendere il 4 luglio, con voli successivi il 5, 8, 10 e 12 luglio.



Per il 5 luglio 1908, Torino fu tappezzata di manifesti che annunciavano tentativi di record di altitudine e durata. Migliaia di persone parteciparono, inclusi principi della Casa Reale e autorità cittadine.

Durante i voli dell'8 luglio, Delagrange trasportò coraggiosi passeggeri. Prima fu la scultrice Thérèse Peltier, che divenne la prima donna a volare su un aereo a motore. Per l'occasione, inventò e indossò la "jupe-culotte" (gonna-pantalone), risolvendo l'impraticabilità delle gonne lunghe dell'epoca durante l'imbarco e il volo.
L'ingegnere Carlo Montù divenne successivamente il primo italiano a volare su un aereo "più pesante dell'aria".
L'invenzione dell'orologio da polso
L'aviazione in questo periodo era prevalentemente francese, con i giornali che coprivano ampiamente i record di durata di Delagrange, Farman, Blériot, Santos Dumont e altri. Quest'ultimo, un miliardario brasiliano che viveva a Parigi, condivideva la passione per il volo.
Intorno al 1905-1906, gli aerei non avevano cloche e alettoni, ma due bastoni con fili collegati per deformare le ali per le virate. I piloti sedevano su sedie sospese. I voli avvenivano a 8-10 metri da terra, duravano minuti, con frequenti record battuti per secondi. I piloti che controllavano il tempo dovevano rilasciare un bastone, estrarre il cronometro da tasca e controllare l'ora, mettendo in pericolo la sicurezza.
Santos Dumont si rivolse all'amico gioielliere Cartier riguardo a questo problema. La leggenda, confermata dalla maison, attribuisce l'invenzione dell'orologio da polso a questa necessità. Cartier produce ancora un modello "Santos" in questa tradizione.

La nascita dell'Aero Club Torino
Alla fine di luglio 1908, ispirati dalle imprese di Delagrange, a Torino fu fondata l'APIA – "Associazione Promotrice Italiana di Aviazione", con l'ingegnere Carlo Montù come presidente e l'avvocato Cesare Gatti Goria come vice presidente.
"Questo momento sancì legalmente la nascita dell'ente, che successivamente subì cambi di nome prima di assumere l'identità definitiva di Aero Club Torino."
Questa Associazione attirò rapidamente oltre 500 membri entusiasti. Avendo completato la sua missione promozionale, il 28 novembre 1909 si ristrutturò operativamente, adottando il nome SAT (Società Aviazione Torino) e nuovi statuti. Carlo Montù rimase presidente con Cesare Gatti Goria come vice presidente.

I protagonisti – Carlo Montù
Carlo Montù influenzò profondamente la storia dell'aviazione italiana attraverso una dedizione appassionata. Nato a Torino il 10 gennaio 1869, frequentò la Regia Accademia Militare, diplomandosi sottotenente di artiglieria nel 1889. Successivamente si iscrisse al Politecnico di Torino, laureandosi in ingegneria elettrica.
Promosso capitano nel 1911, colonnello nel 1916 e generale nel 1918, Montù fu eletto alla Camera dei Deputati nel 1909 con il Partito Liberale.
Ispirato dalle imprese dei fratelli Wright, la sua passione lo motivò a promuovere l'esordio dell'aviazione italiana di Léon Delagrange nel 1908 e a fondare la SAT. Nel 1911, organizzò la "spedizione Aviatori Volontari in Cirenaica".
Fu presidente di: Associazione Pro Torino, Federazione Italiana Canottaggio (1911-1927), Federazione Italiana Football (1914), Aero Club d'Italia (1913-1918), Federazione Italiana Scherma (1919).
Fondò il CONI nel 1914, diventando immediatamente vice presidente, poi presidente nel 1920. Durante le Olimpiadi di Anversa 1920, ideò la maglia azzurra della squadra italiana (in onore dei colori Savoia) e la prima "Casa Italia".
Montù morì il 20 ottobre 1949 a Bellagio sul Lago di Como. Torino eresse una stele commemorativa all'ingresso del Parco del Valentino nel 1952.
Il primo volo di un aereo italiano
Il 13 gennaio 1909, il primo aereo interamente costruito in Italia decollò dal terreno vicino all'ippodromo di Mirafiori. L'ingegnere Aristide Faccioli progettò e costruì questo triplano, propulso da un motore SPA da 75 cavalli. Suo figlio Mario pilotò l'aereo.

L'esperimento non ebbe pubblicità, non attirando né giornalisti né fotografi, eppure costituì un evento storico dell'aeronautica italiana: "il primo volo di un aereo interamente costruito in Italia".

Sfortunatamente, dopo essersi sollevato di pochi metri (4-6), l'aereo volò per circa 60 metri, poi toccò terra con la coda, si impennò, salì di nuovo, si capovolse e precipitò. Il pilota emerse illeso.
Incoraggiato dal risultato del volo nonostante l'incidente, Faccioli abbandonò la formula del triplano e progettò biplani propulsi da motori SPA-Faccioli da 35 CV. Questi aerei furono denominati "Faccioli 2", "Faccioli 3" e "Faccioli 4".



I protagonisti – Aristide Faccioli
Aristide Faccioli (Bologna, 23 dicembre 1848) si trasferì a Torino frequentando il Politecnico, dove conseguì la laurea in ingegneria meccanica. Inizialmente si dedicò allo studio dei motori a combustione interna, brevettando un motore a gas nel 1883.
Nel 1898, Giovanni Battista Ceirano lo nominò direttore tecnico della sua nascente azienda automobilistica, dove Faccioli realizzò la sua prima automobile nel 1899, denominata "Welleyes".
Nel luglio 1899 nacque la FIAT, che acquisì i brevetti di Ceirano e assunse parte della direzione, inclusi i progettisti principali. Faccioli passò alla FIAT, diventando il suo primo direttore tecnico.
Nel 1901, Faccioli si dimise dalla FIAT e iniziò attività indipendenti di progettazione e costruzione di motori. Nel 1908, liquidata questa impresa, Faccioli entrò alla SPA, dedicandosi esclusivamente alla progettazione aeronautica.
Questa impresa ebbe parimenti scarso successo, spingendo Faccioli ad abbandonare la meccanica per studi filosofico-religiosi. Si tolse la vita a Torino il 28 gennaio 1920. Torino pose una targa commemorativa sulla facciata dell'edificio SPA in sua memoria, in Corso Ferrucci 122.















